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Valutazione delle partecipazioni, sconti di minoranza e premi di maggioranza

Valutazione delle partecipazioni, sconti di minoranza e premi di maggioranza

Valutazione delle partecipazioni, sconti di minoranza e premi di maggioranza

Brevi appunti sull’opportunità di considerare sconti di minoranza o premi di maggioranza nella valutazione delle partecipazioni

Nel panorama della valutazione delle partecipazioni, l’Italia si distingue per un approccio normativo e giurisprudenziale che non prevede esplicitamente l’applicazione di sconti di minoranza o premi di maggioranza. Questa peculiarità emerge chiaramente dai Principi Italiani di Valutazione (PIV), nonché dalla normativa fiscale sulla rivalutazione delle partecipazioni e dalla giurisprudenza relativa al recesso societario.

I Principi Italiani di Valutazione e la Valutazione delle Partecipazioni

I PIV forniscono linee guida dettagliate riguardanti la valutazione delle aziende e delle partecipazioni sociali, ma si astengono dal prescrivere l’uso di sconti e premi specifici per le quote di minoranza o di maggioranza.

Questo approccio è coerente con una visione che considera la partecipazione nella sua interezza e valuta l’impresa nel suo complesso, senza applicare correzioni per dimensioni di quota.

La Normativa Fiscale e rivalutazione delle partecipazioni

La normativa fiscale italiana, specificatamente nei casi di rivalutazione delle partecipazioni, non prevede aggiustamenti per sconti di minoranza o premi di maggioranza. Questo si allinea con un principio di semplicità e trasparenza fiscale, evitando di importare aleatorietà derivanti da valutazioni soggettive relative alla dimensione delle quote.

La Giurisprudenza in caso di recesso del socio

Parallelamente, in tema di recesso societario, le decisioni dei tribunali tendono a concentrarsi sul valore equo e proporzionale delle partecipazioni, senza introdurre modifiche al valore basate sulla percentuale di possesso. Ciò è evidente nella procedura di recesso per i soci di s.r.l., dove il rimborso della partecipazione è basato sul valore di mercato del patrimonio sociale al momento della dichiarazione di recesso, senza alcuna distinzione tra quote minoritarie o maggioritarie.

Conclusioni

L’assenza di sconti di minoranza e premi di maggioranza nei principi di valutazione italiani, nella normativa fiscale e nella giurisprudenza riflette un approccio distintivo che privilegia la semplicità e l’uniformità nella valutazione delle partecipazioni. Questa metodologia può essere vista sia come un vantaggio, in termini di chiarezza e prevedibilità, sia come una limitazione, per la mancanza di flessibilità nell’adattarsi a situazioni particolari dove la dimensione della quota potrebbe realisticamente influenzare più che la valutazione in sé, il potere negoziale del socio.