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se non siete curiosi lasciate perdere castiglioni

Se non siete curiosi lasciate perdere

Se non siete curiosi lasciate perdere

Qualche riflessione a margine di un convegno sull’intelligenza artificiale

Ho partecipato da spettatore ad un piccolo evento riservato su #AI.
Davanti ad una platea selezionata di investitori e giornalisti un’impresa fortemente dinamica ha illustrato i suoi progetti di crescita anche in relazione alla nuova tecnologia, provando a sfatare un po’ di luoghi comuni che in alcuni casi si trasformano in alibi per non fare. In realtà c’è molto da fare e molto si può fare anche in Italia. Lavorando per nicchie di eccellenza.
Provo a sintetizzare qualche spunto a caldo che credo possa interessare ad un platea più vasta e che dovrò approfondire nei prossimi giorni, tempo permettendo.

Alcune riflessioni su persone ed imprese

Alcune riflessioni (anche banali se volete ma mi ha colpito la forza con cui sono emerse oggi):
  1. E’ bello ascoltare persone che hanno studiato.
  2. Per raccogliere prima bisogna seminare, ovvero gestire l’innovazione continua e’ più facile se si sono costruite prima competenze di valore (e se si continua ad investirci).
  3. Deve essere facile per gli altri lavorare con te (effetto mattoncino dei lego). Questo crea un valore enorme (e spesso sottovalutato).
  4. Quando ti viene riconosciuto il ruolo di abilitatore questo diventa un valore agli occhi degli investitori.
  5. Non ne sono del tutto certo ma il punto 3 forse è anche più importante del 4. Devo ragionarci un po’ su.
  6. Quando l’innovazione è molto veloce investire molto in competenze, capex minimo indispensabile se rischia di diventare obsoleto.
  7. Si rafforza la tendenza: meno social più salottino. Cambiano i punti di incontro e le modalità di confronto.
  8. E’ vero che in fondo Ferrari era un “meccanico” ma di certo era molto di più di un meccanico.
  9. Pretendere che innovazione generi subito fatturato porta a domande (certamente legittime) ma spesso mal poste.
  10. L’importante è fare
  11. Bisogna apprezzare la gestione dei tempi con cui affrontare l’innovazione. Non sempre coincidono quelli del business con quelli necessari alla creazione delle competenze. Rallentare a volte non è un male se questo significa fermarsi a studiare e testare. Distinguere tra velocità reale ed apparente.
  12. In un piano di impresa la variabile critica è rappresentata dalle risorse umane. Una volta la crescita dipendeva dai clienti oggi dalla disponibilità di collaboratori di valore (parlo di priorità ovviamente).
  13. Il racconto dell’innovazione spesso è molto diverso dall’innovazione.
  14. L’innovazione nasce dai vincoli e dai limiti.
  15. Le 5 domande ed una provocazione alla base di Restartup (libro) restano ancora estremamente valide (slide ripresa dalla mia ultima lezione in Ca Foscari).

Alcune riflessioni su Intelligenza Artificiale

Come dicevo, il racconto dell’innovazione spesso è molto diverso dall’innovazione. Mi rendo conto che alcuni punti possono restare un po’ criptici nella sintesi.

Più avanti, avendo tempo, proverò ad elaborarli ed esporli in maniera più strutturata.

  • L’importanza della cultura del dato: lo è oggi, domani lo sarà ancora di più. L’impresa che usa con consapevolezza i dati oggi ha un forte vantaggio competitivo, domani questo vantaggio sarà esponenziale.
  • Necessaria la creazione di un ecosistema abilitante. Centralità della consulenza (o forse ha più senso parlare di maggior impatto dei servizi abilitanti forniti o “stimolati” anche dall’azienda stessa)
  • Difendere il dato proprietario;
  • Per una AI proprietaria (motore acquistato sul mercato ma dati proprietari) è necessario preparare il dato e garantirne la qualità;
  • Il “motore” è disponibile sul mercato senza costi eccessivi;
  • La normativa è un vincolo ma può essere una opportunità;
  • Alcuni settori (farmaceutico, medtech, ecc) ne saranno estremamente interessati. Lo sono già in realtà.

Alcune riflessioni su tecnologia abilitante ed M&A

Gli effetti di una tecnologia abilitante nuovi modelli di business e forti competenze di M&A (intendendo oltre alla selezione delle target anche integrazione e controllo)

Ed inoltre… questa è la vera e straordinaria sfida.

Impatti sulla valutazione

L’impatto sulla creazione di valore e sostenibilità del modello di business di una nuova tecnologia abilitante è fortissimo, tanto da trasformare l’impresa ed il suo ecosistema.

Perchè non dobbiamo dimenticare che oggi parte della creazione di valore del modello avviene fuori dal perimetro dell’impresa (che deve controllare la qualità del processo e delle relazioni).

Le due competenze (tecnologia ed M&A) portano oggi ad un importante vantaggio competitivo e domani a mettere in condizione di governare le trasformazioni strategiche del modello.

oggi parte della creazione di valore del modello avviene fuori dal perimetro dell'impresa (che deve controllare la qualità del processo e delle relazioni). Condividi il Tweet

Bello vedere investitori e fornitori premere per accelerare il cambiamento. Che non è facile ma è più facile se intorno le persone tifano per te e ti indicano la direzione.

Ovviamente il lavoro complicato resta tutto sulle spalle dell’azienda che deve capire i tempi, il come, il percorso adatto e reperire le risorse senza sprecarle. Non banalizzo di certo. Sicuramente avere il supporto di tutta una serie di soggetti significa che hai lavorato bene.

Le due competenze (tecnologia ed M&A) portano oggi ad un importante vantaggio competitivo e domani a governare le trasformazioni strategiche del modello. Condividi il Tweet

Riflessione a margine.

Oggi mi hanno fatto notare che il tempo ha un valore differente per noi rispetto alle nuove generazioni. Da approfondire.

Per approfondire

La figura ed il lavoro di Achille Castiglioni è sempre di grande ispirazione. Vi suggerisco di visitare la Fondazione