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Articoli

Dematerializzazione delle quote di Srl

1 Marzo 2024/in Fisco e Società, Societario, Startup/da Fisco e societa

Dematerializzazione delle quote di Srl

Nuovi stimoli di crescita a startup e PMI

Con la recente approvazione da parte del Senato del Ddl Capitali, La normativa introduce un nuovo modello di circolazione delle quote, semplice e digitalizzato, che le rende potenzialmente più liquide, con benefici per imprese e investitori. In particolare, per la vendita di quote di Srl, oltre al tradizionale processo tramite commercialisti o notai, si aggiunge una ulteriore possibilità per le imprese che scelgono la dematerializzazione, permettendo ai loro investitori di utilizzare un procedimento più rapido e senza intermediari, tramite il proprio portafoglio bancario.
L’investitore potrà così vendere/acquistare quote (a cui verrà assegnato un codice ISIN) con risparmio in termini di costi e tempo.

Dematerializzare le quote delle S.r.l. consente il passaggio dalla forma cartacea a quella digitale, semplificando le transazioni tra gli investitori e migliorando l’afflusso di capitale alle società non quotate.

Le quote diventano quindi simili a titoli finanziari e gli azionisti saranno in grado di depositare le loro azioni insieme agli altri titoli  nel conto deposito della loro banca, con operazioni relative alla gestione e allo scambio delle azioni tra intermediari finanziari centralizzate presso Euronext Securities Milan.

Dematerializzazione delle quote di Srl, nuovi stimoli di crescita a startup e PMI Share on X

Crowdfunding e nuovi stimoli di crescita a startup e PMI

“Il meccanismo di dematerializzazione delle quote di società a responsabilità limitata contenuta nel Ddl Capitali rappresenta un importante tassello per la crescita dell’ecosistema finanziario italiano. Con la nuova norma le Srl potranno, su base volontaria, trasferire online in modo istantaneo quote societarie tra venditore e acquirente, limitando i costi”.

“Il provvedimento avrà, tra le diverse possibilità, quella di ampliare la portata del crowdfunding, anche alla luce delle innovazioni regolatorie apportate su scala europea, grazie alla raccolta di capitali con l’emissione delle quote dematerializzate e allo stesso tempo consentirà di offrire nuovi stimoli di crescita a startup e PMI aumentando la liquidità apportata al comparto innovativo ”

Assoholding

Vantaggi

La dematerializzazione delle quote offre diversi vantaggi sia per le aziende che per gli investitori, tra cui:

  • Maggiore sicurezza e trasparenza: Le quote dematerializzate sono facilmente rintracciabili e verificabili, riducendo i rischi di perdita, falsificazione o controversia.
  • Burocrazia e costi ridotti: Le quote dematerializzate eliminano la necessità di conservare e scambiare documenti cartacei, semplificando le procedure e riducendo il tempo e le spese associate alle transazioni.
  • Aumento della liquidità e dell’accessibilità: Le quote dematerializzate possono essere scambiate più facilmente e rapidamente, ampliando le opportunità di mercato e gli investimenti per le PMI e i loro azionisti.
  • Accesso immediato alle informazioni aziendali e maggiore efficienza operativa.

Le altre novità del Ddl Capitali

In sintesi, ecco le principali novità:

  • Viene modificata la definizione di PMI, ai fini della regolamentazione finanziaria, portando a 1 miliardo di euro la soglia di capitalizzazione massima prevista
  • Vengono introdotte semplificazioni nelle procedure di ammissione alla negoziazione, anche attraverso l’eliminazione di alcuni requisiti per la quotazione: in particolare, viene soppressa la possibilità della Consob di regolare con propri regolamenti i requisiti di alcune società in quotazione e inoltre di sospendere per un tempo limitato le decisioni di ammissione comunicazioni
  • L’art. 10 sopprime l’obbligo vigente di segnalazione alla Consob delle operazioni effettuate da parte degli azionisti di controllo, che detengano azioni in misura almeno pari al 10% del capitale
  • Il Cda uscente potrà presentare una lista di candidati per l’elezione dei componenti del medesimo organo di amministrazione, purché, tra le altre condizioni, essa contenga un numero di candidati pari al numero dei componenti da eleggere, maggiorato di un terzo.

Il testo approvato entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per approfondire

EuroNext – S.r.l. Dematerializazzione

Quando un imprenditore dovrebbe evitare di investire in Startup

10 Ottobre 2023/in Restartup, Startup, Startup, vita da consulente/da Riflessioni

Quando un imprenditore dovrebbe evitare di investire in Startup

Quando un imprenditore dovrebbe evitare di investire in Startup: una analisi rischi-ricompense dell’open innovation

In un contesto imprenditoriale dinamico e in rapido mutamento, l’attrattiva di investire in startup può essere forte.

Spesso sentiamo parlare di Open Innovation e suggeriamo alle imprese che possono e dovrebbero utilizzare idee esterne così come le idee interne per innovare sia a livello di modello di business ed organizzativo sia tecnologico. Questa pratica è divenuta sempre più rilevante in contesti aziendali complessi e interconnessi ed è una delle ragioni più interessanti per investire in startup.

In qualche caso però le ragioni possono essere altre e soprattutto essere quelle sbagliate.

Ultimamente sto assistendo a diversi imprenditori che cercano di diversificare il loro portafoglio investendo in startup perché insoddisfatti o stanchi del loro business corrente. È un fenomeno da analizzare e potenzialmente problematico perché si stanno in realtà assumendo un rischio molto alto, soprattutto se non sono adeguatamente preparati per le specifiche sfide delle startup.

Per gli imprenditori che hanno già un’impresa stabile, investire in una startup rappresenta una decisione che merita un’attenta riflessione.

In questo articolo, esploreremo i motivi principali che dovrebbero scoraggiare un imprenditore di tale calibro dall’investire in startup.

Quando un imprenditore dovrebbe evitare di investire in Startup: una analisi rischi-ricompense dell'open innovation Share on X

Fuga dalla Realtà

La mancanza di entusiasmo per il proprio business può portare ad una sorta di “fuga dalla realtà” tramite l’investimento in nuove iniziative imprenditoriali. Tuttavia, questo è un comportamento reattivo più che proattivo, e raramente risolve i problemi esistenti nell’impresa principale.

Prima di avviare qualsiasi iniziativa di open innovation, è essenziale assicurarsi che vi sia un allineamento stretto con gli obiettivi strategici dell’azienda.

Divergenza Strategica

Focus

La gestione di un’impresa esistente richiede un impegno costante e un focus strategico. Investire in una startup potrebbe distogliere risorse e attenzione da obiettivi strategici a lungo termine, come la crescita organica o l’innovazione interna.

Allineamento

Le startup operano in un ambiente ad alta variabilità e possono richiedere un cambio di strategia repentino. Questo può non essere in allineamento con la strategia aziendale dell’investitore, causando conflitti e inefficienze.

Complessità Operativa

Governance e Sovraccarico Operativo

La gestione di un’impresa esistente richiede un impegno costante e un focus strategico. Investire in una startup, aumentando ulteriormente il carico di lavoro e lo stress, potrebbe distogliere risorse e attenzione da obiettivi strategici a lungo termine, come la crescita organica o l’innovazione interna.

Mancanza di Competenze Specifiche

Gestire una startup richiede un set di competenze molto differente da quello necessario per gestire un’impresa tradizionale. Questa mancanza di esperienza può facilmente tradursi in scelte d’investimento inadeguate e, di conseguenza, in perdite finanziarie.

Sinergie

Al contrario di quanto comunemente percepito, le sinergie tra una startup e un’impresa tradizionale sono difficili da realizzare. Le differenze in termini di cultura aziendale, processi e operatività possono ostacolare una collaborazione efficace.

Rischio Finanziario

Liquidità

Se la motivazione dietro l’investimento è la difficoltà economica dell’attività principale, questo può creare seri problemi di liquidità. Le startup richiedono spesso iniezioni di capitale che potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo e l’espansione della propria azienda esistente.

Inoltre, la liquidità di tale investimento è in genere bassa e c’è l’alta probabilità che non riesca a generare rendimenti nel breve termine, aggravando così le difficoltà finanziarie dell’imprenditore.

Rateo di Insuccesso

La tendenza a investire in startup in periodi di insoddisfazione può portare a sottovalutare i rischi, comportando una maggiore esposizione a potenziali fallimenti.

Le statistiche mostrano che una larga percentuale di startup fallisce entro i primi cinque anni. Investire in una startup rappresenta, quindi, un rischio finanziario elevato, specialmente se confrontato con l’investimento in attività più mature e stabili.

 Conclusione

Sebbene l’investimento in startup possa apparire come una via rapida per l’innovazione e la crescita, gli imprenditori con aziende già strutturate dovrebbero considerare attentamente i rischi associati.

L’Open Innovation è una strategia potente ma complessa che richiede una pianificazione e un allineamento strategico, una selezione accurata dei partner, una governance robusta e una gestione efficace del processo al fine di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questo paradigma innovativo.

Per contro l’investimento in una nuova impresa potrebbe non solo esporre a rischi finanziari significativi, ma anche distogliere risorse e attenzione da obiettivi strategici più coerenti e realizzabili. Pertanto, la decisione di investire in una startup dovrebbe essere fatta con un’analisi critica dei rischi e dei benefici, tenendo conto della situazione unica dell’impresa esistente.

Soprattutto, se un imprenditore non trova più soddisfazione nel proprio business, la soluzione più saggia potrebbe non essere quella di investire in startup, ma piuttosto di cercare di affrontare le cause sottostanti del proprio malessere. Questo potrebbe includere la ristrutturazione del business, la consultazione con esperti del settore, o persino la vendita dell’impresa, piuttosto che disperdere energie e risorse in nuovi, e rischiosi, investimenti.

Per approfondire

Leggi gli altri articoli di RESTARTUP, la nostra rubrica su EconomyUp

Perché gli Imprenditori Dovrebbero Investire in Startup Innovative: Un’Analisi Multi-dimensionale

2 Ottobre 2023/in Passaggio generazionale, Riflessioni, Startup, vita da consulente/da Riflessioni

Perché gli Imprenditori Dovrebbero Investire in Startup Innovative: Un’Analisi Multi-dimensionale

Nel panorama economico globale sempre più competitivo e in rapido mutamento, la parola chiave è “innovazione”. Oggi, paradossalmente, dopo anni in cui abbiamo assistito ad un crescente interesse verso le startup innovative vediamo il raffreddarsi di molti entusiasmi.

Le ragioni sono molte, l’ecosistema italiano non sempre riesce ad essere un bacino di coltura ideale per nuove iniziative imprenditoriali e le condizioni macroeconomiche non aiutano. Lo sappiamo e ce lo ripetiamo da sempre.

Proprio ora che sembrava che qualcosa si stesse muovendo, che iniziavano a far capolino timidamente anche gli investitori esteri (noi stessi come Studio collaboriamo con alcuni attori riconosciuti del mondo dell’innovazione di Boston), proprio ora dicevo assistiamo a quello che molti commentatori definiscono “l’inverno delle startup”.

Vorrei però provare ad analizzare con voi alcuni fattori che restano validi nel lungo periodo e che credo meritino più di una riflessione. Provando a cambiare un po’ il punto di vista.

Questo articolo esplora i benefici multidimensionali dell’investimento in startup innovative, evidenziando come queste opportunità non siano solo potenzialmente redditizie, ma anche strumenti di formazione strategica e di networking.

Perché gli Imprenditori Dovrebbero Investire in #Startup Innovative: Un'Analisi Multi-dimensionale Share on X

1. Rischio e Rendimento: La Matematica dell’Innovazione

Iniziare con un investimento in una startup è innegabilmente rischioso. Tuttavia, la struttura di rischio è spesso asimmetrica: mentre l’investimento iniziale può essere perso, il potenziale di rendimento è, in teoria, illimitato. In altre parole, mentre investire in mercati maturi può fornire un rendimento moderato ma costante, le startup offrono la possibilità di rendimenti esponenziali. In termini di portfolio management, questa diversificazione è essenziale per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento.

2. Allenamento Strategico: Un Laboratorio di Modelli di Business

Investire in startup innovative è un’esercitazione pratica nella valutazione e comprensione di nuovi modelli di business. Gli imprenditori possono studiare come le startup affrontano problemi comuni in modi unici, implementando tecnologie emergenti o esplorando nuovi mercati. Questa esposizione a diversi approcci può essere utilizzata per informare e adattare la propria strategia aziendale, rendendola più agile e preparata per le sfide future.

3. Networking: Entrare nel Circolo dei Business Angels

Essere un investitore in startup apre le porte a una rete esclusiva: quella dei business angels e dei venture capitalist. Questo network non è solo una fonte di opportunità di investimento, ma anche un ecosistema di competenze e risorse che possono essere utilizzate per migliorare le proprie operazioni esistenti. Inoltre, questo tipo di networking può portare a partnership strategiche e opportunità di co-investimento.

4. Formazione dell’Erede e Passaggio Generazionale

L’investimento in startup non è solo un veicolo di crescita finanziaria, ma anche un eccellente campo di allenamento per la prossima generazione di leader aziendali. La complessità e la rapidità del mondo delle startup sono un banco di prova ideale per allenare l’erede nelle competenze necessarie per guidare un’impresa nell’era moderna. Questo processo può facilitare un più agevole e informato passaggio generazionale.

Ecco alcuni modi in cui questa pratica può portare benefici nell’ambito del passaggio generazionale:

Progetto Autonomo

  • Campo di Prova Sicuro: Affidare all’erede un progetto autonomo in una startup fornisce un ambiente meno rischioso per sperimentare e mettersi alla prova.
  • Minimizzare i Conflitti: Lavorare al di fuori dell’impresa di famiglia può ridurre il potenziale per conflitti interni, consentendo all’erede di sviluppare le proprie competenze senza l’ombra delle dinamiche familiari.

Networking Qualificato

  • Team Qualificato: Le startup spesso attraggono talenti dinamici e altamente qualificati. Lavorare a stretto contatto con questi individui può essere enormemente formativo.
  • Nuovi Advisor: L’ambiente startup è fertile terreno per connessioni con advisor che offrono un diverso tipo di esperienza e flessibilità rispetto ai consiglieri tradizionali delle imprese di famiglia.

Sviluppo di Competenze

  • Gestione del Rischio: Le startup sono intrinsecamente rischiose, fornendo un’opportunità per l’erede di apprendere come valutare e mitigare i rischi in modo efficace.
  • Agilità e Innovazione: L’erede avrà la possibilità di vedere come si muovono organizzazioni più snelle e come implementano nuove idee rapidamente, competenze che sono inestimabili nel contesto aziendale moderno.

Comprendere il Ruolo dell’Investitore

  • Oltre l’Imprenditoria: Investire in una startup permette all’erede di comprendere il lato finanziario dell’ecosistema imprenditoriale, che è diverso ma ugualmente importante rispetto al ruolo di gestione.
  • Lo “straordinario” diventa “ordinario”: frequentare le startup porta ad impratichirsi nelle logiche M&A ed aiutano a sviluppare le competenze relative.
  • Portfolio Management: Avere una responsabilità di investimento in una startup può insegnare importanti lezioni su come bilanciare un portafoglio di attività, diversificare i rischi e identificare opportunità di crescita.

Crescita Personale

  • Autonomia e Iniziativa: Gestire un investimento in una startup può anche essere un eccellente modo per sviluppare l’iniziativa personale, la presa di decisioni e le competenze di leadership.
Investire in #startup per formare l’Erede nel Passaggio Generazionale Share on X

5. Investire in Startup e Percorsi di Open Innovation: Una Sinergia Strategica

L’Open Innovation, o Innovazione Aperta, rappresenta un paradigma secondo il quale le aziende possono e devono utilizzare flussi di conoscenza esterni e interni per accelerare l’innovazione interna e portare le innovazioni sul mercato più rapidamente. In questo contesto, l’investimento in startup può essere una leva potente per attivare percorsi di Open Innovation all’interno di una corporazione. Ecco perché:

Accesso a nuove Tecnologie

  • Early Access: Investendo in startup innovative, un’azienda può ottenere un accesso privilegiato a nuove tecnologie o soluzioni che sono ancora in fase di sviluppo.
  • License-to-Operate: Attraverso investimenti o partnership, le aziende possono acquisire diritti di utilizzo di tecnologie o prodotti che possono essere implementati nel loro core business.

Sorgente di Idee Disruptive

  • Cambiamento di Prospettiva: Le startup, spesso, non sono vincolate da strutture aziendali o mentalità conservative, permettendo un flusso più libero di idee innovative.
  • Testare e Apprendere: L’agilità delle startup consente esperimenti rapidi, offrendo all’azienda investitrice la possibilità di apprendere da successi e insuccessi senza esporre direttamente il proprio brand.

Cross-Pollination e Collaborazione

  • Team Misto: L’interazione tra il team della startup e quello dell’azienda può generare una cross-pollination di idee e competenze.
  • Collaborazioni Strategiche: Oltre all’investimento finanziario, possono nascere partnership operative, come programmi di co-sviluppo, che attivano percorsi di Open Innovation.

Validazione del Mercato

  • Piloti e Prototipazione: Utilizzare la startup come un “laboratorio” per testare nuovi prodotti o servizi può fornire una rapida validazione del mercato.
  • Feedback Diretto: Essere vicini alle startup permette di ottenere un feedback diretto e non filtrato dai consumatori o dai clienti B2B, accelerando il ciclo di innovazione.

Cultura dell’Innovazione

  • Cambiamento Culturale: L’esposizione a culture aziendali più agili e innovative può influenzare positivamente la cultura interna di un’azienda più grande e istituzionalizzata.
  • Leadership Innovativa: Per le aziende con una leadership più tradizionale, vedere il successo e i processi delle startup può incoraggiare un cambio verso una mentalità più aperta e innovativa.

Risorse e Capitale

  • Flessibilità Finanziaria: Avere un piede nell’ecosistema delle startup può offrire opportunità di coinvestimento con altri attori, distribuendo il rischio e amplificando le risorse disponibili per l’innovazione.

Conclusione

Investire in startup innovative è un’opportunità multidimensionale che va ben oltre il semplice rendimento finanziario. Offre agli imprenditori un laboratorio per studiare nuovi modelli di business, un accesso a reti di elevato valore e una piattaforma per la formazione dei futuri leader.

Investire in startup può fungere inoltre da catalizzatore per una strategia di Open Innovation, fornendo accesso a nuove tecnologie, idee e talenti, e creando un ambiente favorevole alla sperimentazione, alla collaborazione e all’accelerazione dei cicli di innovazione. Attraverso queste sinergie, le aziende possono rimanere competitive in mercati in rapido mutamento, migliorando al contempo i loro processi interni e la cultura aziendale.

PS Questo articolo è stato scritto con il supporto dell’intelligenza artificiale ma riflessioni ed intuizioni restano pur sempre quelle dell’autore.

Per approfondire

Leggi gli altri articoli di RESTARTUP, la nostra rubrica su EconomyUp

Il Panatino a lezione dal Brusca

8 Aprile 2023/in Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Il Panatino a lezione dal Brusca.

Una lezione MANAGEMENT di cui fare tesoro

Ultima sciata dell’anno. La baita e’ quasi vuota, siamo un po’ in anticipo sull’ora di pranzo, pochi ospiti, ci si saluta tutti. Il vecchio Brusca, solitamente taciturno, ha voglia di parlare.
Gli faccio i complimenti, la neve ormai è poca ma è ben tenuta, le piste sono ancora belle.
Mi guarda severo, calato nel suo ruolo di vecchio della montagna. In qualche modo intuisco di aver impiegato troppe parole per rispondere.

Una lezione MANAGEMENT di cui fare tesoro

Ora tocca a lui, poche parole ma ci regala una lezione MANAGEMENT di cui fare tesoro:

Il Panatino a lezione dal Brusca. Dall’economia dello sci una lezione di MANAGEMENT di cui fare tesoro Share on X

Purpose

Purpose “I gattisti (quelli che guidano i gatti delle nevi NDA) non lo capiscono appieno, loro credono che il loro lavoro consista solo nell’ andare su e giù dalla montagna. Non lo capiscono che la prosperità di una stazione sciistica dipende da loro, dalla qualità di tenuta delle piste. Glielo ripeto sempre quanto sono importanti e quanto è importante il lavoro che fanno” (forse facciamo troppi convegni sul purpose e frequentiamo poco le baite)

Pianificazione

Pianificazione “il clima è cambiato, in futuro l’acqua potrebbe essere un problema. Stiamo creando un laghetto per l’innevamento artificiale. Bisogna prepararsi”.

Velocità di reazione

Velocità “Bisogna essere pronti, i momenti in cui fa freddo sono sempre meno e bisogna sparare coi cannoni quando si può e non come un tempo quando si aveva voglia “

Sovradimensionamento

Sovradimensionamento “ i momenti in cui si può sparare sono pochi ed in futuro bisognerà aumentare il numero dei cannoni. Dobbiamo sovradimensionare la capacità di innevamento per concentrarla nei pochi giorni utili.”

Non mi interessano le polemiche

Non voglio qui iniziare un dibattito su quanto sia opportuno ostinarsi ad investire sul turismo dello sci piuttosto che riscoprire una montagna diversa. Probabilmente sono strategie da portare avanti insieme, una nel breve l’altra, da intraprendere subito, avrà ritorni più nel medio periodo.

Un grande impatto sulle PMI

I punti toccati sono tutti importanti. L’ultimo mi ha colpito molto perché se ne parla poco ma ha ed avrà sempre di più un grande impatto sulle PMI. Cambiare ed innovare spesso significa gestire contemporaneamente risorse per il vecchio business che ancora contribuisce in maniera significativa ai flussi di cassa e contemporaneamente dedicare risorse e struttura a sperimentare.

Allargare l’orizzonte

FORSE LA SOLUZIONE SI PUÒ TROVARE PIÙ FACILMENTE ALLARGANDO L’ORIZZONTE DI ANALISI. CERTAMENTE AL BRUSCA VA IL MERITO DI UNA SINTESI ECCELLENTE.

Sparring partner a S. Ambrogio

9 Dicembre 2022/in Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Sparring partner a S. Ambrogio

L’imprenditore che vuole crescere ha bisogno di un confronto sincero 

Ero in studio. L’idea era di portarmi avanti con un paio di operazioni lavorando in incognito e senza distrazioni. In realtà è stata una giornata di incontri. Incredibilmente fitti.
La varietà delle persone e dei progetti è notevole. Passiamo dalla pmi alla startup, dalla provincia italiana ad Israele, dall’imprenditore con forti competenze tecniche al laureato in filosofia che fa ricerca all’estero su psicologia cognitiva.

L’imprenditore che vuole crescere ha bisogno di un confronto sincero Share on X

Lavorare sul comune denominatore

Il comune denominatore:

  • imprese che vogliono crescere: startup o Restartup non è importante. Devono affrontare una discontinuità strategica.
  • cultura aziendale: cercano riferimenti concreti per approfondire e studiare. Più essere supportati nell’autoformazione piuttosto che formazione. Tema molto delicato con grandi rischi ed opportunità.
  • innovazione concreta: tutti hanno abbastanza chiaro il modello di impresa innovativa che può funzionare in Italia ( modello che coincide con quello su cui stiamo lavorando e questo ci ha dato importanti conferme). non dico sia l’unico modo (non lo è mai per definizione) ma è forse quello più facile da mettere a modello e con ritorni più interessanti.
  • tutti lamentano lo storytelling sbagliato che inganna chi fa impresa. Cercano nel professionista una guida per sfuggire dai facili racconti.
  • tutti vogliono tornare ai fondamentali: semplificare per innovare.
  • Network ed opportunità. Settore. Verticale ed orizzontale.
lo storytelling sbagliato che inganna chi fa impresa Share on X Lavorando sul comune denominatore per le imprese che vogliono crescere Share on X

Ora non resta che riordinare gli appunti.

Un nuovo giro di giostra

6 Settembre 2022/in Articoli, Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Un nuovo giro di giostra

Ovvero l’impresa, la consulenza, l’innovazione, le startup e tutto il resto

Settembre riparte di slancio. E’ il primo giorno di scuola anche per noi che dobbiamo chiudere il 2022 ma che con la testa stiamo già pianificando il 2023. E diciamocelo subito, non è una pianificazione facile perché lo scenario è più incerto che mai tra aumento dei tassi, fiammata dell’inflazione, energia impazzita e nuove supply chain ancora tutte da capire.

Eppure in tutta questa giostra resto positivo. Nuove collaborazioni ci aiutano a caratterizzarci e ci riconoscono sempre più come attori del mondo valutazione, M&A e startup.

L’impresa, la consulenza, l’innovazione, le startup e tutto il resto

Qualcuno ci rimprovera di non cavalcare l’innovazione estrema. A volte anche con toni accesi. E me ne dispiace molto perché comprendo il valore di alcuni contenuti che ci vengono mostrati ma noi ci stiamo muovendo in un settore tradizionale in forte cambiamento.

E’ proprio il nostro approccio concreto all’innovazione (innovare si ma sempre con un occhio al fatturato sia presente che prospettico) la nostra forza.

E’ proprio la nostra capacità di dialogo (senza le grida ed il rancore tanto presenti on line) e di far ponte con mondi differenti che ci rende resilienti. Ed è quello che serve alle nostre imprese.

Ed è proprio la nostra capacità di aver scelto (o meglio esser stati scelti da) imprenditori dinamici ed innovativi che ci consente di cambiare grazie alle sollecitazioni dei pionieri del mercato.

La fortuna o capacità di cambiare grazie alle sollecitazioni dei pionieri del mercato. Share on X Un nuovo giro di giostra, ovvero l'impresa, la consulenza, l'innovazione, le startup e tutto il resto Share on X

Acquisire il metodo, tra costanza e la concentrazione nell’allenamento

Oggi dobbiamo lavorare sempre di più sulle competenze (non so se il famoso modello a T sia più sufficiente) e sulla disciplina. L’ecosistema in cui ci muoviamo paradossalmente si sta formando a prescindere dal nostro tentativo di anticiparlo o governarlo. E per fortuna! Perché questa anarchia è proprio la sua forza. Un caos che sa stupirci.

Oggi noi dobbiamo invece rubare agli sportivi la costanza e la concentrazione nell’allenamento.

Oggi dobbiamo rubare agli sportivi la costanza e la concentrazione nell'allenamento. Share on X

Credere nelle persone, nella squadra, circondarci di buoni allenatori e via, pronti ad affrontare un nuovo giro di giostra.

 

Smart & Start convertibile in contributo a fondo perduto

7 Luglio 2022/in Agevolazioni fiscali, Startup/da Fisco e societa

Smart & Start convertibile in contributo a fondo perduto

Convertire una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto. È questa la nuova possibilità per le startup finanziate con Smart&Start Italia, l’incentivo di Invitalia dedicato alle imprese ad alto contenuto di innovazione. Le imprese possono presentare domanda dal 14 luglio 2022 e le modalità di richiesta sono state stabilite dalla Circolare Mise n. 253833 del 4 luglio 2022 .

Grazie al decreto ministeriale del 24 febbraio 2022, le startup già ammesse alle agevolazioni possono chiedere di trasformare in fondo perduto una quota del mutuo se nella società vengono realizzati investimenti in capitale di rischio nella forma di investimento in equity, ovvero di conversione in equity di uno strumento in forma di quasi-equity da parte di investitori terzi o di soci persone fisiche.

L’investimento nel capitale di rischio deve essere almeno di 80.000 euro, avere una durata minima di tre anni e, nel caso di apporto da parte di investitori terzi, non deve determinare una partecipazione di maggioranza.

Il finanziamento agevolato è convertibile fino a un importo del 50% delle somme apportate dagli investitori terzi e, comunque, non oltre il 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup.

Smart & Start Italia è l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Possono chiedere i finanziamenti le startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese.

Smart & Start convertibile in contributo a fondo perduto Share on X

Il finanziamento agevolato è convertibile in contributo a fondo perduto

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 febbraio 2022 ha modificato il decreto 24 settembre 2014 consentendo alle start-up innovative beneficiarie delle agevolazioni, della possibilità di richiedere, successivamente all’erogazione a saldo delle agevolazioni, la conversione di una quota del finanziamento agevolato concesso in contributo a fondo perduto, a fronte di investimenti nel relativo capitale di rischio attuati da particolari investitori terzi ovvero dai soci persone fisiche.

Il finanziamento agevolato è convertibile in contributo a fondo perduto fino a un importo pari al 50% (cinquanta percento) delle somme apportate dagli investitori terzi ovvero dai soci persone fisiche e, comunque, nella misura massima del 50% (cinquanta percento) del totale delle agevolazioni concesse, tenuto conto della quota di contributo a fondo perduto, ove concessa.

Per approfondire

Agevolazioni ai sensi del decreto ministeriale 24 settembre 2014, come modificato dal decreto ministeriale 30 agosto 2019, concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative. Modifiche alla circolare n. 439196 del 16 dicembre 2019 finalizzate a consentire l’operatività delle disposizioni del decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 febbraio 2022, che prevede la possibilità di richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto nel caso di investimenti nel capitale di rischio delle imprese agevolate.

Circolare direttoriale 4 luglio 2022, n. 253833 – Sostegno alle startup innovative (Smart & Start Italia). Modifiche alla circolare 16 dicembre 2019, n. 439196

Startup questione di approccio

13 Settembre 2021/in Restartup, Riflessioni, Startup, vita da consulente/da Andrea Arrigo Panato

Startup, questione di approccio

I primi giorni di settembre sono sempre dedicati a mettere ordine passando al setaccio gli stimoli derivanti dalle letture estive e dalle chiacchierate con alcuni amici favorite dai tempi più lenti della vacanza. E’ un po’ un passare al setaccio le idee più interessanti per sperimentare un po’: tra studio tradizionale (nuove normative si traducono in nuove proposte di valore, spesso passando per qualche webinar da tenere nei prossimi giorni) e riflessioni organizzative.

Tu vuo’ fa’ l’americano

Come molti già sapranno, a fine luglio il nostro Studio ha iniziato a collaborare con Accelerate Italy, un programma di accelerazione che mira a mettere in contatto le imprese innovative italiane con gli investitori ed il mercato americano, più specificatamente con l’ecosistema di Boston. Come ambassador stiamo condividendo il nostro network con gli americani e vi confesso che il loro approccio mi piace molto. Spesso riflettendoci come in uno specchio stiamo creando valore imparando a collaborare con altre realtà di cui non avevamo compreso del tutto il potenziale.

Le occasioni perdute per approcci differenti

Durante i numerosi incontri di presentazione svolti in agosto mi ha colpito molto la differenza di approccio che caratterizza le due sponde dell’oceano:

  • Gli americani si propongono cercando di instaurare una collaborazione aperta tra più soggetti sollecitando la co-creazione della relazione. Se non sei utile oggi potresti esserlo domani, se non sei utile a me potresti esserlo per un mio partner. Approccio molto sereno e fatemi dire veloce (nessun problema se la relazione oggi non porta a nulla di concreto ma ce lo diciamo subito in piena serenità, senza perder tempo o inutili giri di parole);
  • Gli italiani partono prevenuti, cercano la criticità concentrandosi sulle cose che dividono e su una proposta che può essere utile solo se è tagliata su misura per loro. Se non sei utile per me non sei utile in generale. Si cercano più le cose che dividono rispetto a quelle che uniscono.

Non è sempre così ovviamente e vi confesso che molte critiche sono state molto utili, proverò a farne sintesi più avanti e ne faremo tesoro.

Mi ha colpito molto la differenza di approccio che caratterizza le due sponde dell'oceano Share on X

Ciò che terrorizza le startup

Ovviamente non tutte le startup sono uguali. E’ però evidente che da noi come Studio si aspettano molto.

Ciò che ci siamo accorti terrorizza letteralmente le startup ragionevolmente strutturate ( team di qualità, investitori di valore, ecc) sono sostanzialmente due cose:

  • I formatori: la formazione ovviamente è molto importante ma il terrore è finire nell’ennesimo corsificio senza valore reale;
  • perdere tempo: il tempo è uno dei fattori critici di una startup e l’offerta formativa e di consulenza è oggi vasta e molto spesso di scarsa qualità.
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Ciò che i founder vogliono

I founder più esperti e consapevoli del percorso della loro startup vogliono percepire immediatamente;

  • sia la proposta di valore;
  • sia la sincerità della proposta stessa.
Ciò che i founder vogliono Share on X

Suggerimenti di cui fare tesoro

Molte informazioni sono contenute nel sito o vengono presentate durante gli incontri virtuali ma credo che verrà preparata una veloce presentazione di sintesi (perchè ci viene richiesta, perchè mi sembra una richiesta non solo ragionevole ma utile a focalizzare il servizio tanto che prepareremo qualcosa di simile anche per Studio Panato, perchè se c’è bisogno di rassicurare l’interlocutore è giusto farlo).

Riporto qui i principali punti come sintetico zibaldone (come sempre più ad uso personale che del lettore), utile anche per meglio strutturare il nostro progetto di Studio e valorizzarne i punti di forza:

  1. Breve storia del progetto;
  2. Descrizione del team specificando fin da subito che è composto da investitori ed imprenditori e non da formatori;
  3. Indicazione fin da subito delle industry su cui si è focalizzati specificando che si è disponibili a valutare imprese che meritano un approccio più sartoriale (che però sarà altra cosa rispetto al programma di accelerazione);
  4. Descrizione programma del progetto di accelerazione e del metodo ( perche’ la consulenza non è tutta uguale) evidenziando che il modello di business premia l’investimento e non la vendita di corsi di formazione ( vero terrore delle nostre startup) e che il programma per quanto in fase beta in Italia deriva da analogo progetto già portato avanti con successo in America latina.
  5. Differenza tra Accelerate Italy e società di consulenza;
  6. Approccio benefit di fondatori ed ambassador.

In sintesi: sincerità, focalizzazione e metodo. Perchè il tempo è una risorsa scarsa.

Perché le startup hanno il terrore di trovarsi davanti all’ennesima vendita di corsi e vanno rassicurate.

Cosa che non immaginavo e oltre a colpirmi mi ha stimolato nuove e più ampie riflessioni.

Stiamo sottovalutando l'impatto delle startup sulla consulenza. Verso una nuova consapevolezza ed un diverso ( e più maturo) approccio. Share on X

Fare ponte

10 Luglio 2020/in Riflessioni/da Riflessioni

Fare ponte

Tra family business ed ecosistema dell’innovazione

E’ da un pò che non scrivo più su questo blog le mie riflessioni. Gli ultimi sono stati artitoli tecnici, in questi mesi abbiamo preferito focalizzarci sulle cose da fare, sul portare un aiuto concreto alle imprese clienti e le riflessioni sono state confinate ai numerosi confronti riservati con i nostri imprenditori.

Oggi che ancora l’emergenza non è finita ed il nostro Studio resta saldo sulla linea del Piave sento l’esigenza di riaprire il confronto con i lettori per provare a fissare le cose che restano da fare, per gettare lo sguardo oltre l’orizzonte e per provare a ragionare su che cosa accadrà il prossimo autunno.

Fare ponte: siamo ormai riconosciuti come Studio capace di fare ponte, di mettere in contatto il mondo della PMI di famiglia con quello dell'innovazione. Share on X

La tempesta perfetta

Ottobre non sarà un mese facile. Molti nodi arriveranno al pettine. Un’economia tenuta in piedi a forza di moratorie si scoprirà fragile sia finanziariamente che nella coesione sociale. Da non trascurare inoltre il rischio di un nuovo periodo di chiusura che potrebbe essere fatale per molte imprese. Stiamo già lavorando su piani e scenari per mettere in sicurezza le imprese nostre clienti.

Cambiare e tornare a pensare come startup, come ho scritto nel mio ultimo libro edito da Egea, non sarà più una moda ma una necessità.

Chi ha retto e chi no

In questi mesi ha retto chi non è stato fermo, chi conosceva i propri clienti ed i loro numeri di telefono, chi ha costruito.

Certo ha retto meglio chi lavora per contratti annuali e non per progetti, chi è lontano dai settori più critici: moda, turismo, food, ecc.

Soprattutto hanno retto i team affiatati, le persone unite da un progetto aziendale forte. Lo smart working è stato un banco di prova importante e di quello che è successo bisognerà farne tesoro.

Oggi ci siamo resi conto che non possiamo più permetterci di non affrontare scelte imprenditoriali che oggi più che mai non sono più rimandabili.

Chi ha retto oggi è orgoglioso della sua squadra e della sua azienda. Chi non lo è deve evitare di dare la colpa alla crisi ma lavorare su struttura ed organizzazione. Purtroppo non è più tempo per gli alibi.

Consapevolezza e concretezza

Settembre è già qui e bisogna iniziare a pensare a ridisegnare l’impresa e, nel nostro caso, lo Studio.

Abbiamo alcuni fronti aperti che dobbiamo affrontare in maniera nuova e, se volete, divertente quanto meno intellettualmente:

  • Restartup: è ormai un progetto di consulenza maturo. Paradossalmente questa emergenza ha dato un nuovo slancio al progetto. A settembre ripartiremo con una serie di approfondimenti e di interviste.
  • Partner e network: proprio da Restartup è nata l’esigenza di allargare il nostro network per renderlo sempre più coerente con la nostra proposta consulenziale e con la dimensione delle imprese coinvolte. In questo la domanda è chiara e i nostri clienti ci stanno aiutando molto nel definirci e nel definire la nostra organizzazione (allargata ed integrata a network).
  • Ecosistema innovazione: siamo ormai riconosciuti come Studio capace di fare ponte, di mettere in contatto il mondo della PMI di famiglia (il mondo più tradizionale del Family business) con quello dell’innovazione. Parlo di innovazione e non solo di startup perchè sono convinto che nei prossimi mesi assisteremo (stiamo già assistendo) ad una maggiore attenzione nei confronti di quelle realtà capaci di fornire innovazione concreta ed in tempi ridotti. Credo che assisteremo ad una crescita e maturità che premierà le realtà più interessanti e solide aiutando nel dialogo con le imprese più tradizionali.
  • Finanza e Fintech: molto abbiamo fatto, molto c’è da fare. Anche in questo caso il nostro ruolo sarà sempre più quello di accompagnare gli imprenditori a conoscere e ad usare nuovi strumenti.
  • Formazione: ne parliamo da tempo e forse oggi, dopo aver sperimentato molto in questi mesi, siamo pronti ad osare di più con un progetto snello ed autonomo. Vedremo ma è sicuramente qualcosa su cui lavorare in autunno.
  • Smart working: comprendere meglio lo strumento, senza fanatismi nè preconcetti. Obiettivo produttività ed equilibrio.

E poi… forse si parlerà di governance ma è presto per dirlo. Lasciamo aperto il nostro zibaldone degli appunti in attesa di maggior chiarezza sugli scenari futuri.

PMI eccellenti tra Milano e altri territori

L’immagine del ponte (idealmente più solido di quello della foto) torna anche geograficamente. Anche in questo caso il nostro Studio si sta riscoprendo ponte non solo tra imprese tradizionali ed imprese innovative ma anche tra Milano e le PMI eccellenti delle regioni del nord (idealmente Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto).

Una nuova consapevolezza

Le crisi come sempre da una parte complicano e dall’altra semplificano lo scenario competitivo.

Dovremo essere agili e snelli senza perdere la nostra capacità di focalizzarci e la nostra specializzazione. Inutile dirlo, la sfida come sempre sarà tutta organizzativa.

Don Chisciotte, il tempo necessario per perdersi e il nostro modo di dirvi grazie.

2 Novembre 2018/in Articoli, Riflessioni, vita da consulente/da Riflessioni

Don Chisciotte, il tempo necessario per perdersi e il nostro modo di dirvi grazie.

In questi ultimi  due anni il nostro Studio è cresciuto ed è cambiato molto. Grazie soprattutto alla fiducia dei nostri clienti ed alle capacità di chi lavora con noi. Molto lo dobbiamo anche ad una serie di persone che ci hanno regalato spunti, osservazioni, provocazioni. Persone che hanno avuto la pazienza di ascoltarci e di confrontarsi con noi. O anche solo di regalarci la loro storia.

A tutte queste persone che a volte anche inconsapevolmente sono entrate a far parte del nostro percorso professionale abbiamo deciso di regalare il Don Chisciotte – Diario intimo di un sognatore di Corrado d’Elia.

E’ un modo per ricordare a chi fa impresa l’importanza di perdersi nel tempo riappropriandosene e contemporaneamente un modo per aiutare il Teatro a crescere e a ritrovare il suo ruolo di stimolo al pensiero di chi fa.

E’ ormai una piccola tradizione del nostro Studio che vuole richiamare (forse un pò goffamente) la più antica tradizione della borghesia milanese, capace un tempo di non tenere separate economia e cultura.

Suggeriamo ovviamente a tutti i nostri lettori di andare a vedere lo spettacolo:

Don Chisciotte – Diario intimo di un sognatore di Corrado d’Elia al MTM Teatro Leonardo dal 27 novembre al 2 dicembre.

Il Teatro Leonardo è proprio accanto al Politecnico di Milano e questo contrasto, lo confesso, ci piace molto.

Agli illusi, a chi non si arrende mai, agli eroi dimenticati, a tutti i cavalieri erranti… 

Dopo la collaborazione con Jovanotti, che ha aperto tutti i suoi ultimi concerti con il testo di Corrado d’Elia, recitato con la voce di Miguel Bosè, ritorna in scena a Milano a grande richiesta per la stagione 2018-2019 Don Chisciotte, un inno alla vita e un sentito omaggio a tutti i sognatori.

Seduto dentro la fusoliera di un piccolo aereo, vestito da aviatore, tra carte geografiche, occhialoni, fogli sparsi e libri d’avventura, Corrado d’Elia ci accompagna nelle pagine del capolavoro di Cervantes, facendoci entrare in una Mancha ideale, lasciandoci perdere tra locande, mulini, paesi arroccati e castelli dove Don Chisciotte e il suo fido e paziente scudiero Sancho Panza compiono le loro gesta in nome della bellissima Dulcinea.

Così, nel procedere del racconto, anche noi piano piano ci perdiamo, nelle nostre pagine interiori, quelle più intime, dove si nasconde ciò che più ci piace, ciò che siamo e ciò che forse un giorno ci siamo dimenticati.

Il coraggio e il desiderio di prendersi tutto il tempo che occorre per… perdersi.

In un tempo come il nostro, così pragmatico, spesso così poco poetico e privo di slanci e ideali, parlare di Don Chisciotte vuol dire forse avere il coraggio e il desiderio di prendersi tutto il tempo che occorre per… perdersi.
Perdersi… proprio come Don Chisciotte e Sancho Panza…
Perdersi… nelle pagine di Cervantes, nelle avventure da lui narrate, ma anche nelle nostre pagine interiori dove troviamo nascosto ciò che veramente ci piace, tra musiche e poesie, in una sequenza di gesti semplici o in un’immagine.
Perdersi… Senza tempo… Senza nessuna ragione… 
Perdersi… forse solo per ritrovarsi.

Questo spettacolo vuol essere una dedica a tutti i grandi sognatori.

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi.
Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo. Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali, ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene… 
a tutti i teatranti.
Corrado d’Elia

Per approfondire

La rassegna stampa dal sito della Compagnia Corrado d/elia

Per acquistare i biglietti di Don Chisciotte – diario intimo di un sognatore

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