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Oggi nasce l’ Accademia dei pugni

Oggi nasce l’ Accademia dei pugni

E’ da un po’ che ci penso, forse da troppo tempo e lasciare i progetti fermi in un cassetto non è mai una buona cosa.

Abbiamo rallentato un po’, da settembre 2017 siamo stati molto impegnati:

  • prima per ridefinire il modello di business del nostro Studio con #progetto1849 ed il nuovo servisio di advisory #restartup;
  • poi per definire un momento di incontro con altri colleghi per approfondire e meglio pianificare i temi legati all’attività ordinaria con #Base;
  • ora è giunto il momento di provare qualcosa di nuovo con #accademiadeipugni.

Che cosa era l’ Accademia dei pugni

L’Accademia dei Pugni (anche chiamata Società dei Pugni) fu un’istituzione culturale fondata nel 1761 a Milano. L’Accademia, che si riuniva in casa di Pietro Verri in contrada del Monte (oggi via Monte Napoleone), deve il curioso nome all’animosità delle discussioni che vi si svolgevano che metaforicamente venivano descritte “come se si facesse a pugni” (da una veloce sintesi di wikipedia, per chi volesse maggiormente approfondire rimandiamo alla Treccani: “Scuola milanese, il contributo italiano alla storia del Pensiero“.

Che cosa vuole essere la nostra Accademia dei pugni

Da tempo cercavo un contenitore per quegli incontri e quelle discussioni preziosissime che a Milano solitamente si svolgono nell’ora dell’aperitivo. I social sono stati e resteranno un momento di confronto importante ma oggi appaiono troppo rissosi e superficiali e da più parti sento emergere il bisogno di un luogo diverso dove confrontarsi con maggiore profondità e rispetto delle diverse tesi.

“Un contenitore per quegli incontri e quelle discussioni preziosissime che a Milano solitamente si svolgono nell’ora dell’aperitivo”.

Riscoprire i “Pugni” è un modo per riscoprire una nobile tradizione legata al pensiero economico liberale, a Milano ed in qualche modo al mondo del giornalismo perchè se dalla vecchia Accademia nacque “il Caffè”, questa in qualche modo nasce da quello strano humus culturale che si è formato grazie ad Econopoly del Sole24ore.

Parleremo solo di economia e di impresa, in particolar modo di piccola e media impresa, dei suoi bisogni, di dati, di statistiche, di numeri ma soprattutto vorremmo condividere un percorso con chi fa impresa perchè in un mondo che cambia non ci sono soluzioni preconfezionate e facili per tutti.

Il nostro obiettivo è fornire spunti e riceverne, ospitando tesi contrapposte e dando voce anche al pensiero eretico ( e che spesso eretico non dovrebbe essere).

Un appuntamento informale

Ci piacerebbe definire un calendario di pochi appuntamenti all’anno, informali ma impegnativi (Ad ogni incontro il relatore dovrà rispondere a due domande: “chi sono?” e ” che cosa ho da dire di utile?”). La partecipazione sarà limitata ad un piccolo numero di persone (20/30 di cui 3 o 4 relatori con qualche ospite di eccezione) ed in futuro  se lo troveremo utile si potrebbe aprire almeno annualmente ad una platea più ampia.

Ciò che non vuole essere

I Pugni non dovranno essere nè una perdita di tempo conviviale, nè un luogo in cui cercare di vendere il proprio biglietto da visita. Piuttosto auspichiamo diventino invece un luogo di discussione e di confronto per raccontare l’impresa ed i suoi bisogni. Un luogo che purtroppo da troppo tempo manca in Italia.

Se vuoi restare informato

Se vuoi restare informato sui prossimi incontri dei Pugni puoi iscriverti qui 

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Master su perizie di stima e valutazione di azienda

Torna la versione invernale del nostro storico Master su perizie di stima e valutazione di azienda. Questa volta all’edizione milanese di aggiunge per la prima volta quella nella città di Treviso. Sarà come sempre una interessante occasione per confrontarsi con i colleghi su una materia così varia e sull’evoluzione della nostra professione.

I PIV, la valutazione d’azienda e le operazioni di finanza straordinaria

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC.  Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sul ruolo del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • L’individuazione e la definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • L’analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Le principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e la verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Le nuove date

INOVEMBRE22GIOVEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIDICEMBRE3LUNEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIIDICEMBRE10LUNEDìMILANOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
INOVEMBRE21MERCOLEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIDICEMBRE5MERCOLEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE
IIIDICEMBRE11MARTEDìTREVISOLE PERIZIE DI STIMA E LA VALUTAZIONE D’AZIENDA NELLE OPERAZIONI STRAORDINARIE

Per iscriversi

Euroconference: Le perizie di stima e la valutazione di azienda nelle operazioni straordinarie

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Convegno OIV: valutazioni di azienda e pareri valutativi

Il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo

Valutazioni di azienda e pareri valutativi rappresentano una specializzazione importante della nostra professione.

Le nostre competenze in questo campo rappresentano le fondamenta su cui abbiamo costruito il nostro progetto di Studio.

La valutazione d’azienda è influenzata da una moltitudine di fattori tra i quali il settore in cui la società opera, la sua fase di sviluppo e la fonte del capitale investito. La valutazione d’azienda richiede una solida comprensione del processo di creazione del valore.

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda

ll Convegno del 1 ottobre in Bocconi affronta il delicato tema dell’incarico ad un esperto di svolgere una valutazione o di formulare un parere valutativo ai fini più diversi.

L’elevato grado di specializzazione richiesto, fa sì che in genere i consiglieri indipendenti non siano in grado di entrare nel merito delle scelte compiute dall’esperto.

Ciò tuttavia non esime i consiglieri e gli organi di controllo dal porre grande attenzione all’incarico affidato, all’ampiezza della base informativa, ai principi di valutazione seguiti, alla completezza del processo valutativo, alle limitazioni che l’esperto ha evidenziato nello svolgimento del proprio incarico.

Fondazione Organismo Italiano di Valutazione

OIV- Organismo Italiano di Valutazione è una fondazione indipendente senza scopi di lucro promossa da AIAF, ANDAF, ASSIREVI, Borsa Italiana, CNDCEC, Università L. Bocconi.

L’OIV è ente sponsor dell’International Valuation Standards Council. Partecipa attivamente all’attività di consultazione e ai gruppi di lavoro dell’IVSC inviando lettere di commento e proponendo propri esperti.

OIV si propone quale standard setter nazionale nell’ambito delle valutazioni d’azienda, ovvero di beni o gruppi di beni.

I PIV (Principi italiani di valutazione) si pongono come vero e proprio punto di riferimento per i professionisti, il legislatore e le autorità di vigilanza nell’ambito delle perizie di stima.

Per approfondire

Convegno Nazionale OIV sulla Valutazione d’Azienda: “Valutazioni e pareri valutativi: il ruolo dei consiglieri indipendenti e degli organi di controllo”

Sei sicuro di sapere in quale settore opera la tua azienda?

Sei sicuro di sapere in quale settore opera la tua azienda?

Si è appena concluso il nostro Master di specializzazione in perizie di stima e valutazione di azienda nelle operazioni straordinarie realizzato in collaborazione con Euroconference.

Uno dei temi che mi è più caro e che ho affrontato con i partecipanti è l’analisi del settore dell’impresa da valutare. In particolar modo (sembra banale lo so) proprio l’ identificazione del settore in cui l’azienda opera. Questo è un esercizio che mi ritrovo a fare anche nella consulenza ordinaria in un ampio confronto con l’imprenditore ragionando su strategie e prospettive di crescita.

Perché valutare una azienda significa prima di tutto misurare la creazione di valore.

Quanto conta il controllo dei costi?

Troppo spesso ci si concentra sul controllo dei costi quando il primo problema da affrontare è verificare la sostenibilità del Business Model.

Spesso analizzare i costi è rassicurante, ti sembra di cambiare tutto ma in realtà cerchi solo di fare meglio quello che già facevi prima.

Rischi di cambiare tutto per non cambiare niente (non sempre ovviamente, la mia affermazione contiene una sana provocazione)

Senza capire in quale settore operi è difficile ( se non del tutto inutile) monitorare i costi.

Costi che oltretutto dopo una crisi cosi lunga sono già solitamente sotto controllo o soggetti a rigidità di mercato.

Oggi paradossalmente bisognerebbe parlare di controllo degli investimenti e del ritorno sugli investimenti stessi.

Il restartup inizia con la comprensione del settore in cui si opera.

In questi ultimi anni il nostro Studio sta lavorando molto sul tema del restartup, ovvero della discontinuità strategica in azienda.

Il tema lo stiamo affrontando anche in prima persona partecipando da diversi mesi ormai ad un progetto di ricerca dell’Università Bocconi.

A volte veniamo chiamati per assistere l’imprenditore in operazioni già definite:

  • M&A per ridefinire la dimensione aziendale;
  • Cessione di partecipazioni o di azienda per uscire da un business complicato;
  • Passaggio generazionale;
  • Piani di ristrutturazione aziendale.

Altre volte ci confrontiamo con l’imprenditore in maniera informale per provare a ridisegnare l’impresa, per provare a ripartire da un foglio bianco la cui unica bussola è il mercato per traghettare l’azienda verso quello che dovrebbe essere ed oggi ancora non è (situazione molto frequente anche per imprese sane e dinamiche in cui l’imprenditore non si accontenta e tende a voler spostare l’asticella sempre un po’ più in alto).

Sei sicuro di sapere in quale settore opera la tua azienda?

E’ una sfida complicata sia aziendale sia molto spesso personale soprattutto in una PMI familiare (family business).

E’ una sfida che parte proprio dalla comprensione del mercato in cui si vuole competere.

Soprattutto in un mondo in cui i mercati vengono ridefiniti molto di frequente e si contaminano ibridandosi.

Le caratteristiche delle PMI dinamiche

Quali sono le caratteristiche di queste PMI dinamiche? Le abbiamo già evidenziate in un precedente contributo per Econopoly de IlSole24Ore e non sembrano poi molto dissimili da quelle delle startup:

1 – Velocità di esecuzione per competere;

2 – Apertura a nuovi soci ed investitori;

3 – Curiosità a cui si accompagnano importanti competenze interne ed un forte bisogno formativo;

4 – La necessità di mettere in discussione il tradizionale business model;

5 – La partnership con università e centri di ricerca;

7 – Innovazione di prodotto o di processo (open innovation, Industry 4.0, ecc);

8 – La tensione verso una crescita dimensionale interna o esterna diventando attori attivi o passivi di M&A.

La rivincita di chi fa impresa

In questi ultimi anni tocca ai professionisti avvertire la crisi. La categoria viene “un po’ portata a spasso “ da vari player del settore, più capaci di altri a sfruttare il disorientamento monetizzando.

Se partecipassero a qualche evento sul futuro della professione gli imprenditori avrebbero di che sorridere dopo anni passati a sopportare professionisti saccenti pronti a pontificare sulla crisi altrui.

Mentre quasi tutti i consulenti di gestione dello Studio pongono una forte attenzione su procedure e taglio costi io pongo ( spesso anche a me stesso) sempre la seguente domanda:

Facile dire che sei un commercialista ma operi nei servizi o nella consulenza? Definito chi sei e quale è il tuo mercato (identità), strategia, procedure e struttura dei costi rappresentano solo (ma non è poco) un problema di coerenza.

 

Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie

Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie

Riproponiamo anche quest’anno il Master su Perizie di stima e valutazione di azienda ma con una formula ampliata e rinnovata e con il supporto di un nuovo editore: Euroconference. Tre giornate piene per analizzare una tra le più interessanti specializzazioni della professione di Dottore Commercialista, quella che più caratterizza il nostro Studio.

Presentazione

Il percorso è indirizzato a quanti vogliono approfondire l’applicazione della valutazione d’azienda nelle principali operazioni di finanza straordinaria. I Principi Italiani di Valutazione hanno contribuito da una parte a rafforzare i confini di una specializzazione sempre più caratterizzante la nostra professione, dall’altra ad aumentare i rischi e le responsabilità per l’esperto. Per questo è necessaria una maggiore preparazione professionale come più volte sottolineato anche dal CNDCEC. Durante il corso si farà frequente riferimento a casi pratici e a tecnicalità utilizzabili anche nell’assistenza ordinaria all’impresa.

Programma

Il programma del Master su valutazione di azienda ed operazioni straordinarie organizzato insieme ad Euroconference.

I Incontro

  • Il nuovo scenario economico e normativo in cui opera il professionista, le operazioni di M&A e la creazione di valore per il cliente
  • L’ impatto dei PIV sulla valutazione di azienda, sulla figura del perito ed i maggiori rischi professionali
  • La predisposizione dell’incarico professionale tra limitazione della responsabilità e doveri di trasparenza nei confronti del cliente
  • La valutazione sull’attendibilità della base informativa e l’attività di due diligence

II Incontro

  • Individuazione e definizione del perimetro delle aziende/rami da valutare
  • La scelta del metodo di valutazione
  • Analisi dei principali metodi di valutazione di azienda
  • Principali criticità valutative
  • La valutazione delle partecipazioni sociali
  • Analisi e commento di una perizia di stima (Caso pratico)

III Incontro

  • La valutazione di azienda nelle principali operazioni straordinarie, analisi della normativa civilistica
  • La valutazione nel recesso del socio
  • La valutazione di aziende in crisi ed analisi delle linee guida
  • La redazione e verifica delle ipotesi alla base di un piano aziendale di risanamento (Caso pratico)
  • Cenni sulla responsabilità dell’esperto

Città e date

Bologna1 giornata14-mar
 2 giornata29-mar
 3 giornata10-apr
Milano1 giornata15-mar
 2 giornata28-mar
 3 giornata11-apr
   
Verona1 giornata16-mar
 2 giornata30-mar
 3 giornata12-apr

Programma completo

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Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (CNDCEC) ha licenziato insieme alla Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi”.

Il contributo è volto a supportare l’attività del professionista nell’espletamento degli incarichi di valutazione delle aziende in crisi, qualora questa sia reversibile o irreversibile. In questa prospettiva, il contributo rappresenta uno strumento di agevole consultazione laddove sia, per esempio, richiesta una valutazione d’azienda per supportare decisioni in merito all’opportunità di proseguire l’attività anziché di liquidare oppure per gestire la crisi e le relative procedure concorsuali.

In prospettiva credo sarà auspicabile un maggior coordinamento con l’Organismo Italiano di Valutazione per evitare un sovrapporsi di documenti emanati dal CNDCEC in tema di valutazione di azienda.

Articolo pubblicato su Mysolution| Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore

L’attendibilità della base informativa

Come più volte scritto su questa rubrica uno dei momenti più delicati per il professionista è rappresentato dalla valutazione dell’attendibilità della base informativa. Criticità evidenziata anche dai Principi Italiani di Valutaizone (PIV).

L’apprezzamento dell’attendibilità della base informativa è fase propedeutica all’esecuzione dell’incarico di valutazione, mirata a evitare che l’utilizzo di dati e informazioni rilevanti che presentino evidenti sintomi d’inattendibilità possano distorcere la stima, conducendo il professionista a una valutazione non corretta e gravemente inattendibile. Un dato o un’informazione inattendibile sono rilevanti quando il loro effetto sulla valutazione è idoneo ad alterare, anche solo potenzialmente, le decisioni degli utilizzatori della stima.

In presenza di rilevanti sintomi d’inattendibilità della base informativa, pertanto, il professionista deve riconoscere una limitazione che preclude lo svolgimento dell’incarico. Ove tale limitazione non sia rimossa mediante adeguamento della base informativa a cura del committente o tramite rettifiche effettuabili dal professionista, quest’ultimo deve rinunciare all’esecuzione dell’incarico.

Discontinuità tra i valori economico-finanziari

Il processo di valutazione riferito ad un contesto aziendale che versa in uno stato di disequilibrio economico ed in crisi reversibile si differenzia dal contesto valutativo liquidatorio perché, pur potendosi ragionevolmente presupporre la continuazione dell’attività aziendale, l’elemento fondamentale che caratterizza la valutazione può essere rinvenuto in una significativa discontinuità tra i valori economico-finanziari attuali e quelli che ci si attende che l’azienda otterrà dopo il superamento del disequilibrio economico.

Tempi di ripristino delle condizioni di equilibrio economico

Il professionista dovrà, innanzitutto, disporre di dati prospettici il più possibile analitici ed articolati sotto il profilo temporale in modo da poter identificare chiaramente il momento e le modalità con cui si ritiene che le condizioni di equilibrio economico (ma anche finanziario e patrimoniale) verranno ripristinate. Tali elementi dovranno, inoltre, consentire al professionista di verificare l’effettiva attendibilità delle stime, nonché il grado di realizzabilità degli effetti economico-finanziari attesi dall’operazione di risanamento avviata o in corso.

La verifica di ragionevolezza delle ipotesi e dei dati previsionali

Nella valutazione delle aziende in crisi reversibile o dei relativi rami di azienda e, comunque, per tutte le entità oggetto di valutazione che provengono da aziende in crisi per le quali si presuppone la prosecuzione dell’attività in base ai dati contenuti nel piano di risanamento, la maggior difficoltà che il professionista può rinvenire nell’espletamento del suo incarico attiene alla necessità di dovere basare la sua valutazione su dati previsionali che, quanto più l’operazione di risanamento è incisiva, presentano delle discontinuità, a volte anche profonde, con i dati consuntivi.

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi

La vera criticità della valutazione dell’azienda in crisi è spesso rappresentata dall’impossibilità di disporre del tempo adeguato a massimizzare il valore di realizzo. In questo caso, il professionista deve applicare normalmente un significativo sconto per mancanza di liquidità del titolo.

Per approfondire

Scarica il documento “Linee guida per la valutazione di aziende in crisi

 

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Passaggio generazionale ed il rischio della matrioska

Passaggio generazionale ed il rischio della matrioska

Negli ultimi anni abbiamo più volte affrontato il tema della successione d’impresa, del passaggio generazionale, dei rischi e delle opportunità ed in particolare due casi mi sono rimasti impressi e considero esemplari. Due realtà differenti, due modalità di affrontare questa grande sfida. Articolo pubblicato su Mysolution|Post e qui riprodotto per gentile concessione dell’Editore.

 

La battaglia vinta con il padre

La prima virtuosa di due fratelli che hanno vinto la battaglia con il padre riuscendo ad acquisisrne la fiducia ed il sostegno. Oggi gestiscono l’azienda in autonomia, con perfetta suddivisione dei compiti, innovandola e facendola crescere.

Parlando con loro la parola più ricorrente è stata: curiosità.

Nuovi consulenti spesso affiancati ai vecchi, nuovi percorsi, nuove strade da analizzare anche se non necessariamente da seguire. Lavorare in due inoltre li ha messi al riparo dalla, tipica in questo periodo di scelte spesso difficili, solitudine dell’imprenditore.

 

Il rischio di creare una impresa nell’impresa.

L’altro caso invece si è rivelato più complesso ed ha presentato uno dei rischi più frequenti in un passaggio generazionale tra padre e figlio.

Al figlio spesso per farsi le ossa viene affidato un progetto, altre volte è esso stesso a proporlo al padre e a dedicarci tempo ed energie vivendolo come occasione di affrancarsi dalla tutela paterna.

Il rischio è che i confini temporali del progetto non siano ben definiti e che il figlio assaporando l’autonomia, finisca non per innovare l’azienda ma per creare una impresa nell’impresa. Capite bene il rischio di una situazione simile.

Al posto di contribuire ad apportare novità ed entusiasmo in una realtà più complessa, più faticosa ma con grandi potenzialità, il figlio preferisce gestirsi un suo piccolo angolo di autonomia dove conquistare più facili, veloci ma effimeri successi agli occhi propri e del padre.

Ci si trova cosi difronte ad una azienda guidata con due vision differenti, rallentata da uno strabismo che disorienta i consulenti e fa perdere speranze e fiducia ai collaboratori.

E’ un rischio a cui si è facilmente soggetti, spesso agevolati da consulenti che han solo voglia di prendere un nuovo cliente, magari entrando alla corte del figlio e contribuendo cosi ad una frattura che è invece interesse vitale dell’azienda sanare.

Il mio ruolo è spesso scomodo, tra un padre troppo severo ed un figlio troppo poco coraggioso.

Sono situazioni normali, corrette e fisiologiche se limitate nel tempo. Patologiche se si incancreniscono.

Il passaggio generazionale è una bella sfida, lo è per tutti gli attori in gioco, ma bisogna ricordarsi che l’unico valore da tutelare è l’azienda.

Anche perchè, vi assicuro, è molto più facile gestire il passaggio generazionale di una impresa che cresce, che può permettersi di sperimentare e sbagliare, che crescendo può inserire figure nuove senza dover sostituire le vecchie e quindi generare battaglie interne tra generazioni. Solo cosi il gioco diventa a somma maggiore di zero.

 

Le regole del passaggio generazionale

Per garantire la competitività dell’impresa è necessario pianificare per tempo e in modo strategico il passaggio di consegne tra l’imprenditore e l’erede, valutandone con attenzione i principali rischi e le potenziali opportunità. Vogliamo qui riproporre le regole del passaggio generazionale così come individuate dalla principale dottrina e dalla nostra esperienza professionale.

OBIETTIVI DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE

  • Tutelare integrità e continuità dell’impresa;
  • evitare conflitti tra gli eredi.

PRINCIPALI FATTORI DA CONSIDERARE

  • Caratteristiche peculiari dell’ impresa (dimensione, mercato, tecnologie impiegate, ecc);
  • tipologia di società adottata;
  • entità del patrimonio personale del fondatore e sua capacità di soddisfare gli eredi coinvolti e non coinvolti in azienda;
  • familiari coinvolti nell’attività dell’impresa (ruolo, capacità, esperienze maturate, aspettative personali);
  • esistenza di conflittualità tra eredi (anche solo potenziali e/o non legate all’impresa);
  • disponibilità di competenze manageriali;
  • implicazioni di natura fiscale e giuridica.

STRUMENTI UTILIZZABILI

Diversi strumenti possono essere utilizzati per agevolare il passaggio generazionale:

  • affidare la gestione dell’azienda a manager esterni che affianchino l’erede fino alla sua piena maturità;
  • costituire patrimoni destinati, team di progetto o società ad hoc per consentire all’erede di prepararsi a sfide future più impegnative;
  • adottare un adeguato modello di “corporate governance”;
  • concludere apposite pattuizioni contrattuali (regolamenti di famiglia, accordi parasociali, etc.)

 

Ci vuole tempo

Il Passaggio generazionale è un processo pluriennale in cui entrano in gioco numerosi fattori: fiscali, amministrativi, giuridici. Non andranno poi sottovalutati i rapporti psicologici tra le persone coinvolte che vedranno sovrapporsi la realtà familiare con quella aziendale.

 

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Valutazione di Azienda, nuovi scenari e prossimi convegni

Valutazione di Azienda, nuovi scenari e prossimi Convegni

Sta prendendo forma il calendario dei prossimi eventi formativi, tra lezioni e convegni. Tutti avranno come tema principale la Valutazione di Azienda, una delle specializzazioni che più caratterizza il nostro Studio.

Entro la fine dell’anno ci troveremo ad affrontare importanti cambiamenti dal punto di vista normativo ed entreranno in vigore nuove best practice in tema di valutazione di azienda. In particolare:

  • Riforma del diritto fallimentare ed in particolar modo del concordato preventivo con nuovi ruoli per Advisor ed Attestatori;
  • Presentazione dei Principi italiani di valutazione (PIV) che contribuiranno meglio a definire una attività in cui sarà sempre più necessaria una forte specializzazione.

Ci troveremo quindi ad affrontare una piccola rivoluzione che andrà a modificare in maniera sostanziale lo scenario in cui operiamo.

Principi italiani di valutazione (PIV)

Oggi sono stati pubblicati i PIV- Principi Italiani di valutazione sul sito della fondazione (www.fondazioneoiv.it).

I PIV coprono le tematiche di valutazione relative a diverse tipologie di attività (aziende, rami di azienda, strumenti finanziari, beni immateriali, immobili, impianti e macchinari) e di passività (passività finanziarie, passività senza attività corrispondenti, passività potenziali).

La struttura dei principi segue uno schema collaudato adottato da altri standard  (USPAP, RICS, ecc.) secondo cui i principi sono accompagnati da un commento. Solo i principi sono vincolanti, i commenti forniscono una guida interpretativa del principio.

I PIV contengono anche la traduzione in italiano del Codice Etico del valutatore professionale emesso dall’IVSC, la cui adesione è richiesta a chi intenda applicare i PIV nelle proprie valutazioni. I PIV entreranno in vigore il 1 gennaio 2016.

La sfida non è banale e spingerà verso una maggiore specializzazione dei professionisti, Dottori commercialisti ed Esperti contabili in primis. I principi italiani di valutazione (PIV) infatti rappresenteranno da una parte una maggiore tutela per l’esperto che ci si uniformerà ma i professionisti meno preparati si esporranno a maggiori rischi di responsabilità personale.

Importante, vista la derivazione dai principi internazionali, sarà verificarne l’applicabilità effettiva sulla valutazione delle PMI, principale oggetto di analisi dei professionisti italiani. Qualche criticità pare emergere dalle attuali bozze rilasciate per la pubblica consultazione.

Riforma del diritto fallimentare

La riforma del diritto fallimentare da un lato va a recepire la migliore giurisprudenza milanese, dall’altro pare andare a favorire in maniera sostanziale gli istituti di credito e rafforzare il controllo del Tribunale sulle procedure alternative al fallimento (concordato in primis). Attendiamo comunque di poter visionare la Legge Delega e i lavori della commissione Rordorf per formulare un giudizio più preciso.

Certamente sarà ripensato il ruolo delle principali figure operanti nel concordato preventivo: Advisor, asseveratore del piano e commissario.

Lezioni, corsi e convegni 2015/2016

Riportiamo l’elenco degli eventi che ci vedrà come docenti o relatori. Il calendario è piuttosto fitto e qualche data è ancora in forse ma la maggior parte è definitiva. Tutti i convegni hanno fatto domanda di accreditamento presso gli Ordini professionali (Commercialisti ed Avvocati) di competenza.

Il fitto calendario di eventi in tema sarà un’ottima occasione di approfondimento e confronto con i colleghi che vi parteciperanno.

Ente organizzatoreDataArgomento
SAF – Università Bocconi08-set-15La valutazione d’azienda: principali metodi, DFC e metodi di controllo.
SAF – Università Bocconi10-set-15La valutazione d’azienda da parte del professionista, analisi di un caso.
La Scala – MySolution13-ott-15La gestione del conflitto tra soci nelle srl: recesso e valutazione della partecipazione
ODCEC Imperia e Sanremo05-nov-15Le perizie di stima e la valutazione d’azienda
Scuola per esperti in procedure concorsuali19-nov-15Turnaround mediante affitto e cessione d’azienda: analisi del piano e fattori critici.
Evento Alumni Bocconi e ODCEC Palermo23-nov-15Nuovi principi italiani di valutazione d’azienda nelle PMI
SAF – Corso per Attestatori12-gen-16Il giudizio di fattibilità. Verifica dei dati previsionali nel piano in continuità ex art. 186-bis L.F.
La Scala – MySolution09-feb-16La gestione della crisi d’impresa
Università BicoccaMarzo (da definire)La Valutazione di Azienda

Per approfondire


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