Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19

Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19

XII Osservatorio AUB – Le imprese familiari italiane di fronte alla pandemia Covid-19

L’Osservatorio AUB sulle aziende familiari italiane – promosso da AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), UniCredit, Cordusio, Cattedra AIDAF-EY di Strategia delle Aziende Familiari dell’Università Bocconi, Fondazione Angelini e CCIAA Milano MonzaBrianza Lodi – in collaborazione con Borsa Italiana – rappresenta la più completa rilevazione sulle aziende italiane a controllo familiare.
La XII edizione dell’Osservatorio AUB (AIDAF, UniCredit, Cordusio e Bocconi) si propone di presentare lo “stato di salute” delle imprese familiari italiane prima dello scatenarsi della pandemia Covid-19 e le azioni che alcune di esse, le imprese quotate, hanno messo in atto nel 2020.

Confronto con le imprese familiari europee

Per la prima volta viene poi presentato un confronto sui primi 1.000 gruppi familiari Italiani, Tedeschi, Francesi e Spagnoli oltre che una sintesi delle acquisizioni effettuate nell’ultimo ventennio da parte delle aziende familiari AUB.

Tre punti di forza

Le imprese familiari italiane hanno tre punti di forza rispetto a quelle degli altri Paesi:

  1. Sono cresciute più delle imprese familiari degli altri 3 Paesi in termini di ricavi (+86,4%, contro il 79,7% della Francia, il 78,9% della Spagna e il 69,5% della Germania);
  2. Sono le uniche dei 4 paesi ad aver superato nel 2019 la redditività operativa che avevano nel 2010, colmando il gap che le separava dalle aziende francesi e tedesche;
  3. Sono più solide delle non familiari (anche negli altri Paesi europei).

I dati economico-finanziari dell’ultimo decennio sembrano dunque mostrare come le imprese familiari (e quelle italiane in particolare) abbiano reagito bene alla crisi del 2009 e a quella del 2012, lavorando su crescita, redditività e solidità patrimoniale e finanziaria.

Le sfide per le imprese familiari italiane

Sempre dall’analisi comparata dei primi 1.000 gruppi nei 4 Paesi, emergono quattro sfide che riguardano tutte le imprese italiane di maggiori dimensioni, sia familiari che non familiari:

  • aumentare la dimensione: le imprese italiane sono più piccole di quelle tedesche e francesi. Le imprese con fatturato superiore a 1 miliardo di Euro sono 249 in Italia, contro 608 in Germania e 381 in Francia. Considerando il rapporto tra PIL tedesco e italiano, in Italia dovremmo avere circa 322 imprese (il 33% in più) con ricavi superiori a 1 miliardo di Euro;
  • accelerare il percorso di crescita aumentando il numero di acquisizioni: nell’ultimo ventennio (tra il 2000 e il 2019) il numero di imprese acquiror è più o meno pari al 40% in tutti i Paesi, ma ogni impresa tedesca e francese ha realizzato un numero di acquisizioni più che doppio delle imprese italiane (8,4 acquisizioni, contro una media italiana di 3,7);
  • aprirsi al mercato dei capitali: un numero minore di imprese italiane sono quotate (il 7,4% contro il 13,4% in Germania e il 17,3% in Francia). Anche se le imprese familiari quotate italiane sono l’11% contro il 4,6% delle non familiari;
  • riequilibrare il gender gap nei Cda e nei ruoli di leadership. Questa sfida riguarda tutte le imprese europee.

Se un paio di queste sfide – apertura del capitale e gender gap – riguardano tutti i Paesi europei, le imprese italiane devono invece lavorare al meglio su tutte queste aree. Il divario rispetto a Francia e Germania è ampio, ma si può colmare visto anche il buon lavoro svolto dalle imprese italiane nell’ultimo decennio.

Dal confronto delle strutture di governance, emergono poi due sfide che riguardano le imprese familiari italiane:

  • aprire la leadership e i CdA a membri non familiari. Un solo esempio: in Italia il 73% dei leader è familiare, in Germania è il 17% negli executive board e il 33% nei supervisory board;
  • ringiovanire la leadership: i leader ultra-settantenni raggiungono il 29% in Italia, mentre sono pari al 23% in Francia, al 22% in Spagna e al 7% in Germania.

L’impatto della crisi

Dalla lettura dei dati emerge inoltre che almeno il 33,3% delle imprese familiari italiane aveva all’inizio del 2020 una struttura patrimoniale, reddituale e finanziaria inadeguata per affrontare la pandemia.

Secondo l’Outlook IMFla crisi del 2020 sta avendo un impatto doppio sul Pil italiano e internazionale rispetto a quella del 2008-2009. Se la ripresa dei prossimi anni non fosse migliore di quella del passato decennio, si può stimare che tra il 25% e il 30% delle imprese familiari italiane potrebbe entrare in procedure liquidatorie o concorsuali nell’arco del prossimo decennio.

Osservatorio AUB

Nel 2009 è stato costituito il primo Osservatorio AUB, promosso da AIDAF, Cattedra AIDAF-EY di Strategia delle Aziende Familiari (Università Bocconi), UniCredit e Cordusio, con il supporto di Borsa Italiana, Fondazione Angelini e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi (CCIAA)

L’Osservatorio AUB dispone di informazioni dettagliate e aggiornate relative alla proprietà, alla governance, al management e alle performance economiche e finanziarie di tutte le aziende italiane a proprietà familiare con un fatturato pari o superiore a 20 milioni di Euro.

È la prima iniziativa in Italia rivolta a ricercatori, imprenditori, manager e istituzioni per comprendere le caratteristiche uniche e i bisogni di questo particolare tipo di aziende.